Oro in crescita sui massimi ad 1 mese, petrolio in calo

By on 30 Maggio 2017 in Trading with 0 Comments


Le quotazioni dell’oro hanno raggiunto i massimi da un mese a seguito delle crescenti incertezze politiche nel mondo. Le previsioni degli analisti sul prezzo del metallo prezioso al momento risultano in aumento. In calo i prezzi del petrolio malgrado l’estensione dei tagli decisa nei giorni scorsi dall’Opec.

Oro prezzi

I prezzi dell’oro sono tornati ai livelli massimi registrati quattro settimane fa, a seguito dell’acuirsi delle ultime tensioni geopolitiche.

Le previsioni attuali degli analisti sulle quotazioni dell’oro sono per un aumento ulteriore nel breve periodo. Si stima pertanto una tendenza rialzista del prezzo dell’oro nel corso delle prossime settimane. Quotazioni del metallo giallo sostenute anche da un dollaro debole e dall’ampliarsi delle incertezze politiche emerse anche nel corso dell’ultimo G7 di Taormina, a cui hanno fatto seguito le dichiarazioni della Cancelliera tedesca, Angela Merkel, evidenziando una Europa che non può affidarsi totalmente ai suoi alleati NATO, senza indicare esplicitamente l’America di Trump.

Permangono infatti i dubbi sull’operato dell’amministrazione Trump, e le crescenti tensioni geopolitiche sono alla base dei motivi che hanno spinto nelle ultime settimane il prezzo dell’oro verso nuovi massimi.  Attualmente le quotazioni del metallo giallo sui mercati sono in rialzo dello 0,03 per cento a 1267,31 Dollari per oncia.

Petrolio: quotazioni

Prosegue il periodo di incertezza per il petrolio, con il Wti che scivola sotto i 50 dollari al barile ed il Brent in calo a 52 dollari.

Il mercato non sembra essere convinto sull’efficacia dei tagli decisi dai paesi dell’OPEC nel meeting della scorsa settimana, in cui si è ratificato il prolungamento di 9 mesi della riduzione della produzione.

L’Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio ha esteso i tagli all’output per 1,8 milioni di barili al giorno fino a marzo del 2018. Una decisione però attesa e già scontata dal mercato nelle precedenti sedute in Borsa, con gli investitori che ora temono una inefficacia delle misure prese dall’Opec.

Nel frattempo proseguono le trivellazioni negli USA, contrastando palesemente gli effetti benefici dei tagli dell’Opec, il cui chiaro intento è di provare a riequilibrare il mercato e puntare alla stabilizzazione dei prezzi del greggio. Gli impianti statunitensi hanno raggiunto il numero record di 722 unità, il livello più alto dal mese di aprile del 2015.

Oggi sui mercati il Brent è in calo dello 0,31 per cento a 52,13 dollari al barile mentre il WTI è in flessione dello 0,42 per cento a quota 49.79 dollari.

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