Futures: cosa sono, come funzionano e le differenze con i CFD

By on 11 Febbraio 2022 in Guide with 0 Comments

I Futures sono tra i prodotti finanziari più apprezzati dai trader retail e istituzionali. Forniscono infatti alcune opportunità, specie quando il mercato versa in una condizione di incertezza o quando le peculiari caratteristiche di un asset non consentono un approccio diretto al trading.

Attorno al concetto di Futures, però, gravitano alcuni pregiudizi e fraintendimenti, soprattutto in relazione ad altri prodotti derivati i quali, a prima vista, appaiono simili se non identici (pensiamo solo ai Contract For Difference e ai Forward).

Questa guida nasce per sciogliere i dubbi e sfatare qualche mito. Nasce anche per fornire quante più informazioni possibili a chi vuole intraprendere un’attività di trading basata sui Futures. Parleremo, infatti, delle dinamiche che li attraversano, dei meccanismi che stanno alla loro base, delle contromisure da prendere per aumentare le proprie chances di successo. Infine, contrapporremo i Futures ai CFD, e offriremo una panoramica dei migliori broker con cui praticare il trading.

Ricordiamo che la soluzione più profittevole è quella di FP Markets. Si tratta di una piattaforma regolamentata con servizi innovativi come quello del social trading che permettono di ricevere consigli su come operare sui vari asset, come in questo caso i titoli azionari. Per saperne di più sui servizi di FP Markets clicca qui per visitare il sito ufficiale.

Cosa sono i Futures

Il concetto di Futures è tutto sommato comprensibile. Possono essere considerati dei contratti che vincolano due contraenti a scambiare una certa quantità di un bene a un dato prezzo e a una scadenza prestabilita. Si chiamano “Futures” proprio perché proiettano il momento della compravendita in una data futura. Il profitto si realizza se, al momento della cessione del bene, il prezzo risulta diverso dal prezzo iniziale.

I Future nascono come strumento di copertura. In passato, anzi in origine, venivano utilizzati per proteggersi dalle perdite derivanti dalle svalutazioni dei beni. Un’azienda petrolifera, per esempio, poteva programmare le vendite dei barili di petrolio al prezzo in vigore al momento della stipula (o molto vicino ad esso), piuttosto che al prezzo che il medesimo asset avrebbe assunto al momento della cessione vera e propria.

Nel corso del tempo – a dire il vero quasi subito – i Futures si sono rivelati essere degli ottimi strumenti di speculazione, in quanto permettono di sfruttare con una certa efficacia le oscillazioni di prezzo.

👍 Cosa sonoContratti che vincolano due contraenti a scambiare una certa quantità di un bene a un dato prezzo e a una scadenza prestabilita
💰VantaggiOperazioni in leva, Basso rischio di credito
👍Caratteristiche dei FuturesContratti a scadenza, Impegno all’acquisto
🥇Migliore piattaforma per investire sui mercatieToro
🥇Piattaforme con formazioneCapital.com

Piattaforme per fare trading sui mercati

Qui di seguito i migliori broker per fare trading sui mercati:

BROKERCARATTERISTICHEVANTAGGIISCRIZIONE
Social tradingCopy trading e Copy fundsREGISTRATI
CFD su azioni, criptovalute, valute, commoditiersRendimenti elevatiREGISTRATI
CFD su azioni, forex e materie primePiattaforma facileREGISTRATI
CFDs sono strumenti finanziari complessi e comportano un alto rischio di perdita di denaro rapidamente a causa della leva. Tra il 74-89% dei trader retail perdono soldi facendo trading CFD. Prima di fare trading cerca di capire come funzionano i CFD ed i rischi che comportano.

Futures: come funzionano

Il funzionamento dei Futures è abbastanza semplice. Di norma, le date di scadenza sono prestabilite, e non negoziabili. La loro caratteristica principale, però, consiste nella severità della regolamentazione. A differenza di molti prodotti simili, infatti, sono emessi e scambiati all’interno di realtà “istituzionali”, allorché private o parzialmente private.

Futures: conviene investire?

I Futures americani sono per esempio scambiati all’interno del CME, Chicago Mercantile Exchange. I Futures italiani sono scambiati all’interno dell’IDEM, che è una diretta emanazione di Borsa Italiana. Tecnicamente, Borsa Italiana è una società privata, ma vanta comunque un afflato pubblico, dal momento che la sua proprietà è parzialmente in mano a Cassa Depositi e Prestiti.

Un’altra caratteristica fondamentale dei future consiste nei meccanismi di derivazione. I Futures possono essere considerati a tutti gli effetti prodotti derivati. D’altronde, chi commercia con i Futures non commercia con gli asset, che per l’occasione fungono “solo” da sottostanti. Il trader non può godere dei benefici determinati dalla proprietà reale (es. dividendi per le azioni) ma può sfruttare comunque le oscillazioni di prezzo.

Un’altra peculiarità dei Futures consiste nel ruolo previsionale che hanno assunto nel corso del tempo. Dal momento che i Futures vengono impiegati in larga parte dai trader istituzionali, in possesso di competenze tecniche avanzate, essi vengono assurti a strumento di orientamento dai trader retail. In buona sostanza, le ipotesi di prezzo “futuro” che emergono dalle contrattazioni vengono prese per buone dai trader retail.

Non stupisce che per molto il COT sia un pilastro dell’analisi tecnica. Per inciso, il COT è una specie di report che descrive le posizioni riguardanti i Futures aperti dai grandi investitori istituzionali.

Futures Copertura (Hedging)

I Futures possono essere considerati anche uno strumento di money and risk management. Delle volte, sono impiegati per ridurre le eventuali perdite, come contropartita di un trade che “rischia” di non andare a segno. In buona sostanza, si stipula un Future di segno contrario a una posizione sì aperta, ma di tipo diretto. Se la posizione non va a buon fine, il Future contiene gli effetti negativi.

Questa tecnica prende il nome di Hedging. E’ molto difficile da mettere in pratica, anche perché se mal utilizzata rischia di creare più danni che benefici, e di ridurre i profitti cagionati dalla posizione diretta che, anziché fallire, va a segno.

Futures sugli indici, un caso particolare

Di base, tutti gli asset possono fungere da sottostante per i Futures. Essi, dunque, rappresentano un’alternativa, una variante del trading realizzato in maniera diretta, praticato mediante lo scambio di beni reali. In alcuni casi, però, la derivazione (offerta dai Futures come da altri prodotti) non è una scelta, ma un obbligo di tipo tecnico. Il riferimento è a tutti quegli asset che o non esistono in concreto o il cui possesso determina problematiche logistiche insormontabili.

Di quest’ultima categoria fanno parte, per esempio, le materie prime e i metalli preziosi: petrolio, rame, oro etc. Comprare barili di petrolio veri è a malapena possibile in linea teorica, per un privato, figuriamoci nella pratica. Comprare oro, rame e argento è senz’altro possibile, ma la movimentazione e il possesso / manutenzione sono attività complesse, che inficiano sulla profittabilità, se lo scopo non è la detenzione a lungo termine ma il semplice commercio speculativo. Dunque, questi asset vengono trattati sotto forma di sottostante, per mezzo di prodotto derivati.

Della categoria degli asset che in realtà “non esistono”, fanno parte invece gli indici. Gli indici non sono dei beni veri e propri. Non si può vendere o acquistare un indice. Stiamo parlando, dopotutto, di un parametro a cui è stato assegnato un valore. Nello specifico, un valore che sintetizza le performance di un paniere di azioni. Eppure tale valore oscilla, proprio come fa il prezzo di un asset “reale”. Dunque, perché non sfruttare queste oscillazioni in senso speculativo?

Da qui nasce la tendenza, in uso praticamente da sempre, di porre gli indici come sottostante di prodotti derivati. Dunque sì, anche e soprattutto dei Futures.

Come fare trading con i Futures

Fare trading con i Futures è sostanzialmente una questione di stime e previsioni. Lo scopo è che alla data di scadenza (se la posizione è long) il prezzo sia più alto di quello stabilito, in modo da lucrare sulla differenza. Dunque, è necessario conoscere, o almeno stimare con il minimo margine di errore possibile, il prezzo che l’asset assumerà alla data di scadenza del Futures.

Detta così, sembra qualcosa di simile al gioco d’azzardo. Tuttavia, non lo è affatto. Anzi, per stimare il prezzo con un margine di errore accettabile, il trader deve mettere in campo tecniche di analisi molto avanzate, nonché basarsi sulla conoscenze delle dinamiche di mercato. Se è vero che la “storia si ripete” anche nel trading, e che a stimoli di un certo tipo corrispondono reazioni precise, allora il trader è chiamato ad applicare dei pattern di tipo tecnico-statistico alla realtà dei mercati finanziari.

Gli strumenti di elezione sono gli indicatori e gli oscillatori di analisi tecnica, che per l’appunto elaborano i dati provenienti dal mercato e offrono evidenze sulla base di pattern precisi. Tuttavia, il trader deve praticare anche la cosiddetta analisi “fondamentale”, ovvero lo studio e l’interpretazione in senso previsionale di quanto accade al di fuori del mercato, e che può in qualche modo impattare sui prezzi.

Tutti i mercati sono suscettibili a quanto avviene al di fuori, e alcuni lo sono parecchio più di altri. Pensiamo alle materie prime, i cui destini sono legati alle attività economiche.

Differenza tra Futures e Forward

E’ il momento di chiarire alcuni dubbi, ovvero operare una distinzione tra i Futures e i prodotti derivati “simili”. La confusione in merito, infatti, è significativa e non consente ai trader principianti di compiere le scelte giuste.

La prima distinzione è quella tra Future e Forward. Di base, o per meglio dire dal punto di vista tecnico, Futures e Forward sono strumenti molto simili. Vi è una data di scadenza prestabilita e non negoziabile, dei prezzi da concordare. Va detto comunque che in genere i Forward sono poco vari in termini di date. Nella stragrande maggioranza dei casi, le scadenze sono fissate a un mese.

L’unica differenza, ma che cambia le carte in tavola, consiste nella regolamentazione. I Futures sono strettamente regolamentati in quanto emessi e scambiati all’interno di realtà più o meno istituzionali, benché formalmente private. I Forward invece sono Over The Counter, dunque emessi e scambiati al di fuori di questi spazi.

Differenze tra futures e CFD

Discorso diverso per i Futures e i CFD. La distinzione è doverosa, anche perché i CFD sono molto famosi e apprezzati dai trader. Si potrebbe dire che, considerato determinate tipologie di trader, i CFD sono più scambiati dei Futures.

Ebbene, per quanto concerne il meccanismo di base, le differenze sono minime. Anche con i CFD si può negoziare sulla differenza tra un prezzo prestabilito e il prezzo corrente al momento della scadenza. Tuttavia, si segnalano anche alcune particolarità.

  • I CFD sono più fluidi, in quanto spesso consentono di negoziare anche la data di scadenza.
  • I CFD sono Over The Counter… Ma anche sicuri. Infatti, a essere regolamentati in maniera davvero stringente (almeno in Europa) sono le società che li emettono, ovvero i broker.
  • Predispongono un’offerta molto più ampia. Il fatto di non essere riconducibili a realtà istituzionali, lascia mani libere ai broker, che quindi possono immettere sul mercato CFD praticamente “su ogni asset”.
  • Sono meno costosi. Per lo stesso motivo, i broker possono proporre costi inferiori. Spesso le commissioni sono basse, in alcuni casi addirittura azzerate (e sostituite dagli spread).

Migliori piattaforme CFD

Non stupisce, dunque, che i CFD vengano apprezzati più dei Futures, almeno dai trader istituzionali. Vale la pena, dunque, fornire una panoramica dei migliori broker/piattaforme che consentono il trading con i CFD.

eToro

eToro ha conquistato fama eterna con il Copy Trading, avveniristico servizio che consente di copiare le posizioni di un utente a propria scelta. Ovviamente la valutazione e la scelta dell’utente da copiare è di per sé una fatica non da poco, ma tant’è: il servizio è utile… E rivoluzionario.

Al di là del Copy Trading, eToro è un broker molto efficiente. L’offerta è ampia è comprende molti CFD. L’infrastruttura tecnica è buona, per organizzata. L’approccio ai costi è accomodante: il deposito minimo iniziale è basso, le commissioni sono addirittura azzerate e sostituite da dei comodi e limpidamente dichiarati spread.

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67% dei trader retail perde soldi facendo trading con questo broker CFD. Dovresti considerare i rischi di perdita di denaro

Plus500

Plus500 è uno dei migliori broker di trading CFD. Si caratterizza per una offerta , che comprende centinaia e centinaia di CFD, afferenti a praticamente tutte le asset class esistenti. Sullo sfondo, una infrastruttura eccellente, un ambiente di trading ben progettato e professionale.

Anche in questo caso l’approccio ai costi è parecchio accomodante. Non vengono imposte commissioni ma solo degli spread, che tra l’altro sono spesso bassi. Il deposito minimo iniziale è tra i più bassi del mercato.

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77% dei conti al dettaglio CFD perde denaro. Prima di fare trading dovresti cercare di capire come funzionano i CFD ed i rischi di perdita di denaro che comportano.

Capital.com

Capital.com è un altro broker dalla storia lunga e gloriosa. Proprio come Plus500, predispone una offerta di CFD completa e varia. In più, però, cura molto l’offerta di account. Esatto, il trader può scegliere tra più conti di trading, i quali si differenziano per le funzionalità e le barriere all’entrata. Il trader, sia esso principiante o esperto, ha la sensazione che l’offerta gli venga cucita addosso.

Un’altra peculiarità di Capital.com consiste nel deposito minimo iniziale. Esso è il più basso del mercato, e pari a soli 20 euro. Con queste cifre, tutti ma proprio tutti possono iniziare a fare trading.

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Futures: le domande frequenti

Cos’è il mercato dei futures?

Si tratta di un mercato nel quale vengono negoziati dei contratti standardizzati che presuppongono l’impegno di acquisto ad un prezzo prefissato.

Dove si negoziano i Futures?

I futures sono negoziati nel mercato IDEM della Borsa italiana, quelli americani al CME – Chicago Mercantile Exchange & Chicago Board of Trade.

Come si fa per investire sui Futures?

E’ possibile investire sfruttando le piattaforme CFD come eToro o Plus500, tra le migliori nel loro settore.

Conclusioni

Abbiamo esplorato a fondo il mondo dei Futures. Come avete notato, si tratta di un mondo a tratti complesso, ma che offre delle buone opportunità. Queste, però, possono risultare inferiori rispetto alle possibilità fornite dai CFD, almeno per chi appartiene a una determinata categoria di trader.

Il consiglio, prima di prendere una decisione definitiva, è di “ascoltare” le due campane. Ascoltare quella dei CFD è relativamente semplice: i broker che abbiamo descritto offrono tutti un conto demo, un account che simula il mercato reale. Uno strumento, insomma, per esplorare il mondo del trading (in questo caso dei CFD) senza rischiare nulla.

Dunque, non esitate a sottoscrivere un account demo, se volete scegliere con cognizione di causa.

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