Commissioni trading online: scegliere i migliori broker senza commissioni

By on 4 Luglio 2022 in Trading with 0 Comments

Le commissioni trading online per noi rappresentano dei costi, che a lungo andare peseranno negativamente sui nostri profitti, essendo appunto una voce “meno”.

Quindi, nella scelta della piattaforma per operare con il trading online, oltre alle licenze e ai servizi offerti, dobbiamo dare peso anche alle commissioni.

In questa guida completa sulle commissioni trading online vedremo quali sono le più diffuse e i migliori broker per risparmiare sui costi.

Commissioni di trading: cosa sono

Cosa sono le commissioni di trading? Si tratta della tariffa che una piattaforma di trading online, o broker, impone per i propri servizi offerti o per effettuare delle operazioni più particolari.

E’ un po’ lo stesso discorso delle commissioni imposte dalla banca dove abbiamo appoggiato il nostro conto corrente, oppure delle commissioni imposte dai servizi per le transazioni online (PayPal, Skrill, Neteller, ecc.).

In effetti, la concorrenza tra i broker, proprio come quella tra le banche, si gioca proprio sulle commissioni. Ed è importante che esse siano riportate con la massima trasparenza, poiché l’utente deve avere l’opportunità di confrontare i vari prospetti.

Commissioni trading online

Le commissioni più diffuse tra i broker sono le seguenti:

  • Commissioni sulle posizioni aperte: il broker impone una commissione per ogni posizione, chiamata in gergo trade, aperta. Questa va a sommarsi allo spread. Un broker che non prevede questa commissione viene definito spread-only.
  • Commissioni per la chiusura delle operazioni: contrariamente alla precedente, il broker impone una commissione quando la posizione viene chiusa. Anche qui, è possibile trovarsi di fronte anche a broker spread-only.
  • Commissioni di deposito: ci viene richiesta ogni volta depositiamo denaro sulla piattaforma, ma non è molto frequente.
  • Commissioni di prelievo: viene imposta ogni qualvolta preleviamo denaro dal conto. Spesso i broker esentano da questa commissione gli account che prevedono depositi in entrata superiori o su un tot di prelievi massimi al mese. Generalmente, le commissioni di prelievo variano anche in case all’opzione scelta (bonifico, piattaforma di transazione o carte).
  • Commissioni overnight (o rollover): si tratta di una commissione aggiuntiva per i trades che vengono lasciati aperti nel corso della notte.
  • Commissioni per posizioni aperte durante il weekend: il broker potrebbe imporre un costo per le posizioni tenute aperte durante il sabato e la domenica. Pertanto, una commissione weekend è il triplo della commissioni overnight.
  • Commissioni per i conti dormienti: questo costo viene sobbarcato a coloro che non effettuano operazioni per un tot di tempo minimo.
  • Commissioni su determinati asset: alcune piattaforme di trading online possono decidere di imporre commissioni su particolari borse o mercati.
  • Commissioni di apertura conto: può capitare che un broker preveda anche un costo per l’apertura di un account. Non è una condizione molto frequente, molti preferiscono, proprio per accaparrarsi clienti, la soluzione “apertura conto gratuita”.
  • Commissione di conversione: la conversione tra valute diverse può generare una commissione. Ciò capita quando un broker utilizza una valuta specifica e se non corrisponde alla propria, si può andare incontro a questo ulteriore costo. In effetti, molti broker utilizzano come valuta il dollaro americano (USD). Pertanto, ogni volta che un deposito o un prelievo viene effettuato con una valuta diversa, deve essere convertito.

Ovviamente l’elenco non va ritenuto esaustivo ma un esempio di alcune delle commissioni più diffuse.

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Scegliere broker senza commissioni

E’ praticamente impossibile trovare un broker senza commissioni. Per quanto quasi tutti si pubblicizzino come “zero commissioni” o “nessuna commissione”, finiranno sempre per prevedere una commissione su uno o più servizi che offrono.

Del resto, le commissioni sono per essi delle entrate e un guadagno. Quindi, non possono certo offrire dei servizi gratuitamente. Ovviamente, si può cercare di scegliere quelli più convenienti, in base al proprio operato. Se per esempio apriamo molte posizioni ogni mese oppure ne apriamo poche ma con capitali elevati.

Infatti, ogni broker prevede diversi profili di investitori e per ciascuno un piano commissionale differente.

Ci sono poi broker cosiddetti spread-only. Con questa dicitura, come detto, si richiama al fatto che per le posizioni aperte e chiuse non sono previste commissioni ma solo il pagamento di uno spread.

Lo spread nel trading si riferisce alla differenza tra il prezzo di acquisto (ask) e il prezzo di vendita (bid) quotati per un asset. Determina il prezzo di un asset.

Molti broker, market maker e altri fornitori quotano i loro prezzi sotto forma di spread. Quindi il prezzo di acquisto di un asset sarà sempre leggermente superiore rispetto al mercato sottostante, mentre il prezzo di vendita sarà sempre leggermente inferiore.

Piattaforme con commissioni di trading basse

Dunque, assodato che il broker “zero commissioni” non esiste, si può comunque sempre puntare appunto a broker che prevedano commissioni di trading basse.

Ecco tre esempi.

eToro

Partiamo da eToro, broker che si distingue per servizi come il Social trading e il Copy trading, ma anche gli smart portfolios. Per esempio:

  • Nessuna commissione di gestione
  • Nessuna commissione ticket
  • Nessuna commissione rollover
  • Nessuna commissione aggiuntiva di brokeraggio

Come specifica lo stesso broker, “Zero-commissioni significa che non verrà addebitata nessuna commissione di brokeraggio all’apertura o alla chiusura della posizione e non si applica a posizioni short (vendita allo scoperto) o con leva. Potrebbero essere applicate altre commissioni.”

Quindi, vale il discorso fatto in precedenza.

Per i clienti di eToro AUS Capital Limited AFSL 491139, solo le azioni negoziate sui mercati azionari US sono disponibili per il trading senza commissioni. Le altre azioni sono offerte come derivati e sono soggette a commissioni.

eToro, oltre alle commissioni overnight che vengono riportate in fondo alla schermata all’atto dell’apertura di una posizione, può imporre commissioni di cambio. Ecco qualche esempio:

  • Per gli ordini di VENDITA in euro (EUR), le commissioni overnight saranno pari al 2,9% + l’ESTR.
  • Per gli ordini di ACQUISTO in euro (EUR), le commissioni overnight saranno pari al 6,4% + l’ESTR.
  • Per gli ordini di VENDITA in franchi svizzeri (CHF), le commissioni overnight saranno pari al 2,9% + i costi di deposito overnight in CHF.
  • Per gli ordini di ACQUISTO in franchi svizzeri (CHF), le commissioni overnight saranno pari al 6,4% + i costi di deposito overnight in CHF.

Ovviamente questi sono solo alcuni esempi, suggeriamo sempre di rifarsi al sito ufficiale per ulteriori specifiche e aggiornamenti.

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Capital.com

Capital.com è un broker particolarmente preferito per la sua piattaforma molto completa, con intelligenza artificiale integrata.

Il broker non addebita commissioni per i seguenti servizi:

  • Deposito
  • Prelievo
  • Quotazioni in tempo reale
  • Materiale didattico
  • Grafici dinamici e indicatori

Capital.com sottolinea che trae profitto dallo spread Acquisto/Vendita. Quindi siamo dinanzi ad un broker spread-only.

Rispetto a molti competitor, Capital.com addebita costi overinight basati solo sulla leva fornita piuttosto che sul valore totale della tua posizione. Poiché i costi overnight variano a seconda degli strumenti, puoi trovare quelli dallo strumento prescelto nel pannello delle informazioni presente sulla piattaforma.

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Degiro

Il broker Degiro viene spesso premiato per i servizi molto curati a favore dei trader iscritti. E’ uno dei pochi che offre anche assistenza fiscale agli utenti.

Ecco qualche esempio:

  • USA: 0 € + 0,50 € costi di gestione esterni per ogni operazione
  • BORSA ITALIANA: 0 € + 0,50 €
  • ETFS: 0 €
  • MERCATO GLOBALE: 0 € + 0,50 €
  • DERIVATI: OPZIONI: 0,75 €
  • FUTURES: 0,75 €

I costi di gestione esterni di € 0,50 per operazione si applicano a tutti i prodotti ad eccezione della nostra Core Selection di ETF, delle transazioni su Tradegate e delle Opzioni e Futures (esclusi gli indici OMX).

Inoltre, possono essere applicati costi di valuta, di connettività o di prodotto esterno e di spread. La Core Selection di ETF è soggetta ad una Politica di Corretto Utilizzo.

Altri costi:

  • QUOTAZIONI IN TEMPO REALE ITALIA: 0 €
  • COSTI PER INATTIVITA: 0 €
  • COSTI DI DEPOSITO: 0 €
  • COSTI DI CUSTODIA: 0 €
  • COSTI DI PRELIEVO: 0 €
  • CONVERSIONE DI VALUTA: 0,25 %

Degiro addebita una commissione per impostare opportunità di trading al di fuori del mercato nazionale. Per le commissioni di connessione pagherai un massimo dello 0,25% del valore totale del tuo portafoglio (con un addebito massimo di € 2,50) all’anno per ciascuna borsa, ad eccezione della borsa italiana.

La tariffa di connettività per le opzioni statunitensi è di € 5,00 per borsa per mese di calendario. Queste spese verranno applicate se effettui una transazione o mantieni una posizione durante l’anno solare.

  • Borsa Italiana: €0.00 (posizioni e transazioni per il mercato interno)
  • London Stock Exchange: €2.50 (transazione)
  • Euronext Derivatives: €2.50 (transazione)
  • NYSE: €2.50 (posizione)
  • Costi di connessione totale per anno: 3 x €2.50 = €7.50

Degiro specifica poi che i costi dello spread bid-ask derivano dalla differenza con la quale un prodotto può essere comprato e venduto. Questi sono costi impliciti e non costi diretti del broker.

Puoi aprire un conto gratuito su Degiro da questa pagina.

Esiste il trading senza commissioni?

No. Come detto, un broker finirà sempre per imporre delle commissioni per i servizi che offre. Potete comunque scegliere quello con le tariffe più vantaggiose in base alle vostre esigenze e al vostro profilo di trader. Conviene comunque sempre un broker spread-only, come quelli che abbiamo prima elencato.

Commissioni di trading Fineco

Fineco è stata una delle prime banche italiane ad offrire servizi di trading online. E, ad onor del vero, è tra le poche banche che impone commissioni di trading competitive.

Con Fineco fai trading, su Azioni, obbligazioni, Etf e Certificati, in Italia e in Europa con una commissione fissa a partire da 19€ riducibili fino a 2,95€ per ordine. Per America e Canada la commissione è fissa, rispettivamente a 12,95$ e 25CAD, riducibili fino a 3,95$ e 10CAD con il piano roll-on.

Con i CFD con sottostante azioni USA e UK per operare senza commissioni, ma solo l’imposizione dello spread. Per gli Under 30 c’è la possibilità di costruire il portafoglio nel tempo investendo in una delle tue società preferite a partire da 2,95€ per ordine. Scegli tra migliaia di azioni e ETF quotati sui mercati italiani e USA pagando sempre la commissione più bassa.

Bastano 500€/$ di commissioni generate con futures e opzioni per accedere alla prima fascia commissionale ridotta, che mantieni anche per il mese successivo. E se aumenti l’operatività, con 1500€/$ di commissioni generate nel mese, raggiungi la fascia Top da 0,95€/1$ a lotto su Futures e 1,95€/$a lotto su Opzioni.

Questi sono solo alcuni estratti dal broker, per info più dettagliate e aggiornate, ricordiamo sempre di rifarsi al sito ufficiale.

Imposta di bollo sul deposito titoli

L’imposta di bollo sul deposito titoli è pari allo 0,20% del valore totale degli strumenti finanziari posseduti. Quindi, se si possiedono azioni per 10.000 euro, si pagheranno 20 euro all’anno di imposta di bollo.

Il calcolo viene fatto sommando i valori degli strumenti finanziari detenuti dal risparmiatore alla data del 31 dicembre di ogni anno per cui fa fede l’estratto conto depositi titoli redatto e inviato al risparmiatore come base imponibile su cui applicare l’imposta.

Non si paga l’imposta di bollo sul deposito titoli quando il valore medio di giacenza annuo è complessivamente non superiore a 5.000 euro.

Una strategia potrebbe essere quella di svuotare il deposito titoli poco prima della redazione dell’estratto conto, poiché sulla compravendita dei titoli vengono applicate delle commissioni tali che alla fine risulta quasi sconveniente.

Commissioni basse o zero commissioni?

In effetti la politica zero commissioni è pressoché una chimera, mentre più attuabile e quella delle commissioni basse. Anzi, è proprio auspicabile scegliere broker con commissioni contenute, perché col tempo finiscono per erodere i nostri profitti.

Costi nascosti

Un capitolo finale meritano i cosiddetti costi nascosti, ossia quei costi che i broker impongono in modo furbo e poco trasparente e dei quali ci accorgiamo solo ad attività in corso.

E’ un po’ il discorso che si fa per gli operatori telefonici, che fanno toccare il cielo con un dito quando ci propongono una tariffa, ma poi scopriamo sempre qualche altarino successivamente. Oppure le RC auto, così come le banche o le compagnie che erogano servizi essenziali come elettricità o gas.

Meglio tenere dunque gli occhi ben aperti, e se ci accorgiamo di costi aggiunti che non ci sono stati dichiarati, facciamolo presente al servizio clienti. Qualora vediamo scarsa collaborazione da parte loro, possiamo sempre decidere di terminare di utilizzare la piattaforma e cercare altrove. Anche perché ormai la concorrenza è molto agguerrita e consente una vasta scelta.

Commissioni trading online: le domande frequenti

Cosa sono le commissioni trading online?

Si tratta dei costi che un broker impone per i servizi che offre. Devono essere riportati in modo trasparente, così da permettere una piena valutazione per il trader sulla sua convenienza.

Come fare per non pagare le commissioni trading online?

E’ pressoché impossibile che un broker non imponga alcuna commissione. Può comunque far risparmiare su molti servizi, ma qualche entrata la deve pur avere.

Meglio scegliere comunque broker spread-only, che impongono sulle posizioni aperte e la loro chiusura solo lo spread.

Quali sono i broker con le commissioni trading online più basse?

Puoi dare un’occhiata a eToro, Capital.com e DEGIRO.

Commissioni trading: riepilogo

Conclusioni

Le commissioni sono i costi o le tariffe che un broker impone ai trader su determinati servizi. Ce ne sono diverse e le più comuni sono sui prelievi, sulle posizioni overnight, su quelle weekend, sui conti dormienti, sui cambi valutari, ecc.

Per quanti molti utilizzino come slogan pubblicitario la dicitura “zero commissioni”, non esiste nulla del genere. Un broker deve comunque avere delle entrate e quindi sempre alcune commissioni finirà per imporre.

Esistono comunque broker più convenienti di altri.

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