Monte dei Paschi: l’acquirente unico per Juliet è Cerved

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La notizia è arrivata come uno scossone a casa Monte dei Paschi, perché la società Dobank che appartiene al gruppo Fortress ovvero il primo operatore in Europa impegnato nella gestione degli Npl ha dichiarato di non presentare l’offerta finale per acquisire lo strumento Juliet. Si tratta del veicolo che era stato realizzato dall’istituto di credito per valorizzare i crediti in sofferenza e due erano gli attori rimasti in gara per acquisirlo: Cerved e per l’appunto Dobank. La vendita di questo strumento è considerata parte fondamentale del processo di risanamento dell’istituto di credito senese e il mercato ha quindi dato per scontato che Juliet andrà ora a Cerved, una public company quotata in borsa, che potrebbe aggiudicarselo in modo naturale per la mancanza di concorrenti.

Secondo gli accordi, Cerved andrà ad operare con qualifica di special server, quindi come gestore nel recupero dei crediti, impiegando la piattaforma Juliet. L’ammontare dei crediti interessati ammonta attualmente a circa 9 miliardi di credito su 27, quindi si tratta di un terzo dei crediti lordi che il Monte dei Paschi di Siena andrà a cedere alla cartolarizzazione attualmente gestita dal Fondo Atlante. Gli accordi prevedono inoltre che Cerved vada ad operare con le stesse finalità e modalità anche su altri 10 miliardi di crediti sofferenti che la Banca senese si appresterà a cedere nell’immediato futuro.

La vendita della piattaforma Juliet potrebbe quindi essere ufficializzata nel corso della riunione del Monte dei Paschi di Siena prevista per la data del 15 novembre, vertice che vedrà il Consiglio di Amministrazione decidere anche sulla questione della conversione dei bond che attende il previsto aumento di capitale e la conseguente stima dei prezzi che la banca è pronta ad offrire per ogni singola emissione. Il tutto potrà avvenire a patto che gli obbligazionisti decidano di investire nell’eventuale aumento di captale, una situazione che non deve essere data per scontata, viste le problematiche storiche degli istituti che si sono trovati nella stessa situazione. In molti casi gli aumenti di capitale non hanno infatti accolto il favore e la fiducia degli obbligazionisti italiani, un fatto che merita di essere preso in considerazione dai vertici del Monte dei Paschi di Siena. L’offerta, in ogni caso, non dovrebbe comprendere i bond di tipologia senior e comporsi di titoli subordinati e dalla natura ‘fresh’.

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